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Gioielleria Norelli: una storia lunga trent’anni 1024 686 Molise Eccellenze

Gioielleria Norelli: una storia lunga trent’anni

Grazie al mio gioielliere posso tenere al dito un lago di zaffiro e intorno al collo foglie di smeraldo. E posso portare con me, ovunque vada, un tramonto di citrino. Durante il giorno, i gioielli mi fanno sentire tutt’uno con la natura anche in un ufficio senza finestre. E se la sera devo lavorare fino a tardi, non c’è niente di più meraviglioso di un cielo di onice su cui brillano stelle di diamanti e una luna piena di perla“. (Astrid Alauda)

A comprendere bene questa citazione è sicuramente Pasquale Norelli che, nel 1993, ha trasformato la bottega da falegname di suo padre in un laboratorio d’arte orafa i cui prodotti, nel corso degli anni, hanno viaggiato ben oltre i confini regionali fino ad atterrare in vetrine di importanti città europee come Londra, Parigi e Monaco.

“Dopo otto anni di studi a Firenze, sono tornato a Campobasso e ho aperto Norelli Gioielli, mettendo a servizio dei clienti le tecniche e le conoscenze apprese in quella che può essere definita la patria delle migliori scuole e botteghe orafe al mondo”.

Così, anno dopo anno, il laboratorio di Corso Giuseppe Mazzini ha dato vita a tantissimi oggetti preziosi la cui caratteristica principale è sicuramente l’unicità.

“Tutti i miei gioielli sono ideati e realizzati rigorosamente a mano, con cura e perizia. L’obiettivo è creare sempre oggetti unici, tutti diversi l’uno dall’altro”.

Un modus operandi che, unito alla capacità di saper coniugare modernità e tradizione, ha condotto Pasquale a grandi soddisfazioni.

“Un giorno venne in laboratorio un frate che non conoscevo. Mi portò una grande quantità di oro, due denti di Padre Pio e alcune crosticine del suo costato, chiedendomi di realizzare un reliquario per la chiesa di San Giovanni Rotondo. Mi sono sempre chiesto chi lo indirizzò da me, ma non l’ho mai saputo. L’arte sacra è sicuramente quella che mi affascina di più perché mi attrae il luogo a cui è destinata”.

Una passione quella per l’arte sacra da aggiungere alla collezione privata di preziosi antichi della tradizione orafa molisana: una vera e propria vetrina di museo, che è possibile ammirare all’interno della bottega, guidati dalla precisa e puntuale conoscenza dell’oreficeria antica alto molisana abruzzese dall’età dell’Ottocento ad oggi da parte di Pasquale.

Per saperne di più: Norelli Gioielli

Gocce di Brina: la missione di salvaguardare l’unicità 1024 683 Molise Eccellenze

Gocce di Brina: la missione di salvaguardare l’unicità

“Gocce di brina”: da un lato, un gioco di parole che richiama la brina per le caratteristiche delle pietre, spesso sferiche, fredde, ma brillanti. Dall’altro un simbolo: il risultato del complesso e affascinante processo di creazione di un gioiello artigianale, unico ed irripetibile, come l’emozione di un momento; una goccia d’anima, delicata come la brina, che prende forma. È con questo spirito che nasce, nel 2014, l’omonimo laboratorio artigianale, dalla passione della titolare, Sabrina Trabucco. Figlia di un maestro d’arte, pittore per passione e artigiano ormai in pensione, Sabrina eredita quella spiccata vocazione per la manualità, gli strumenti da lavoro e le mani sporche. Il suo mondo è la sua bottega che, dal 2019, si trasferisce dalla vecchia sede di Rocchetta a Volturno (IS), suo paese d’origine, alla storica e celebre Strada Orefici di Campobasso: un modo per rispondere alla crescente richiesta di creazioni personalizzate e che sottolinea la ferrea volontà di innovare nella tradizione.

Sabrina, come ama ripetere, è “leader di se stessa”: da un gioco cominciato durante gli studi universitari, smontando e rimontando oggetti che non le piacevano, si è fatta da sola, riuscendo a trasformare il passatempo in professione, sfruttando la fervente passione per le pietre e per il lavoro a mano come uno slancio per uno studio costante da autodidatta. Dai classici mercatini d’esposizione, lavoro e fatica hanno consentito all’artigiana di ottenere i primi riconoscimenti dai professionisti del settore, fino ad arrivare agli accordi commerciali: punti vendita attentamente selezionati, sia in Molise a Campobasso, Isernia, Termoli e Venafro, sia nelle regioni limitrofe, in Abruzzo a Castel di Sangro e nel Lazio a Roma, per giungere, poi, alla sede attuale.

Gocce di brina “ama essere unica”: la missione è quella di salvaguardare e difendere l’unicità, in un mondo sempre più conformato agli standard fissi dei brand. Creare un gioiello irripetibile, che racconti l’anima della persona e che la distingua dagli altri: l’artigianato non prevede per natura cose uguali, la mano crea ogni volta in modo diverso e su misura di un unico individuo, con una predisposizione innata all’empatia che all’artigiana non manca.

Il laboratorio utilizza attrezzature esclusivamente manuali per l’esecuzione delle tecniche orafe tradizionali, quali il traforo, l’incisione, la martellatura, l’imbutitura, la sabbiatura e chi più ne ha, più ne metta. Il segno distintivo dell’azienda è proprio la combinazione di pietre naturali con lavorazioni in acciaio, alluminio, rame ed ottone, che consente di realizzare linee comode, versatili e personalizzate: tutti gli ingredienti del complesso processo di creazione, che parte dall’astratto disegno del modello e arriva fino alla concretezza del prodotto finito.

L’ecletticità e, soprattutto, il profondo senso di appartenenza alla propria terra della titolare hanno portato alla creazione della linea “Love Molise”, dedicata alla valorizzazione dei luoghi e delle tradizioni della regione: dal traforo dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno fino ad arrivare agli orecchini che riproducono la forma geografica della regione di soli 5 millimetri, una dimensione che richiede una precisione infinitesimale con movimenti di pochi decimi di millimetro. Un cavallo di battaglia? Realizzare collane e orecchini, come spazio libero in cui esprimere creatività ed estro.

Attraverso la promozione su più fronti, online sui principali social network e offline tramite la partecipazione ad eventi, l’ultimo dei quali “MoliseExist” tenutosi a Montaquila nel 2019, insieme all’empatia creatasi con la clientela, Gocce di Brina è, ormai, una grande famiglia: punto di riferimento per tutti coloro che amano il prodotto artigianale, creato con estro, sapienza e personalizzato nell’idea, nella forma e nel materiale.

Per saperne di più: Gocce di Brina

Macelleria Coccagno: Dal 1965 a difesa del territorio 1024 683 Molise Eccellenze

Macelleria Coccagno: Dal 1965 a difesa del territorio

Gabriele Coccagno, coniugando passione, artigianalità e innovazione, ha trasformato la macelleria di famiglia in un laboratorio dove a fare da protagonista è la territorialità.

Campobasso – A pochi passi dal centro, tra la stazione dei treni e il terminal, c’è una piccola macelleria, la cui insegna quasi si confonde tra quelle degli altri negozietti presenti in via Giambattista Vico. E perderla tra la folla sarebbe davvero un peccato! Al suo interno “si nasconde” Gabriele Coccagno che, coniugando passione, artigianalità e innovazione, ha trasformato la macelleria di famiglia in un laboratorio dove a fare da protagonista è la territorialità.

“La ricerca della qualità -racconta Gabriele- è da sempre il nostro cavallo di battaglia. La nostra sfida è dimostrare che alcuni prodotti legati all’industria -almeno nell’immaginario collettivo- si possono realizzare anche artigianalmente. Questo ci permette di offrire prodotti naturali e altamente digeribili: privi di polifosfati, coloranti e glutammati”.

Gabriele, infatti, accanto ai salumi stagionati caratteristici della gastronomia molisana, propone prodotti tipici di altri luoghi rivisitati in chiave artigianale. Dai würstel agli arrosti di tacchino al vapore, passando per il prosciutto cotto “San Nicola” (offerto anche nella variante con la Tintilia), alla famosissima Molisella, una vera mortadella Moli_Sana, disponibile in tre versioni: al pistacchio, alla cipolla e al tartufo.

“La ricetta della Molisella -racconta Gabriele- è segreta, ed anche per questo ho deciso di brevettarla, depositando il marchio presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre, ha ricevuto attenzione anche dall’Università degli Studi del Molise con una tesi di laurea seguita dal Prof. Giuseppe Maiorano”.

Un lavoro fatto di studio, sperimentazione e ricerca che, nel corso del tempo, ha condotto Gabriele non solo a vendere i suoi prodotti nelle regioni limitrofe, ma anche a ricevere diversi riconoscimenti come il “Premio Dino Villani 2021” per la “soppressata casereccia” da parte dell’Accademia Italiana della Cucina e, nel 2018, la “Stella della Gastronomia” dalla Federazione Cooking Show. E, sicuramente, di successi ne arriveranno ancora tanti per la Macelleria Coccagno i cui prodotti, dal sapore unico e irripetibile, si potrebbero distinguere tra mille altri.

Per saperne di più: Salumeria Coccagno